Fondazione Caritro partecipa anche quest’anno al Festival dello Sport di Trento, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026, con un’iniziativa dedicata all’accessibilità e all’inclusione.
L’invito è quello di sperimentare in prima persona modi diversi di vivere lo sport, mettendosi alla prova e riflettendo su ciò che può rendere un’attività davvero accessibile a tutti.
Perché l’inclusione non dipende soltanto dalle capacità delle persone, ma anche dai contesti, dagli strumenti e dalle modalità con cui le attività vengono organizzate.
LO SPORT PER TUTTI
Su proposta di Fondazione Caritro, FIPE e AbilNova propongono un’esperienza per mettere in gioco i sensi, oltre la vista, e sperimentare modi diversi di muoversi, orientarsi e affrontare un’attività sportiva.
Il punto di partenza sarà il circuito GiocaFIPE: un percorso motorio che i partecipanti potranno affrontare dapprima in modo autonomo e successivamente a coppie, alternandosi nei ruoli. Uno dei due svolgerà le attività bendato, mentre il compagno avrà il compito di accompagnarlo e supportarlo, sempre sotto la supervisione dei tecnici.
Un’esperienza che mette al centro non solo il movimento, ma anche percezione, orientamento, fiducia e collaborazione, per scoprire quanto il modo di vivere lo sport possa cambiare quando cambiano i riferimenti e le modalità con cui affrontiamo lo spazio.
– Esperienza per il pubblico (ingresso libero)
📅 Domenica 4 ottobre
📍 Piazza Dante – Camp di Pesistica
Nel pomeriggio di domenica il pubblico potrà mettersi alla prova nel percorso, sperimentando modalità diverse di orientarsi, muoversi e utilizzare i propri sensi nello spazio.
L’attività sarà accompagnata da un momento di racconto e confronto tra Fondazione Caritro, Federazione Italiana Pesistica e AbilNova, insieme a persone cieche e ipovedenti che condivideranno la propria esperienza e il proprio punto di vista sul rapporto tra sport e accessibilità.
– Esperienza per le scuole (turni al completo)
Durante i giorni del Festival, le classi coinvolte sperimenteranno il circuito in due momenti: un primo giro secondo le modalità abituali e un secondo giro a coppie, alternandosi tra chi affronta le attività al buio e chi lo accompagna.
Durante il percorso, tecnici, operatori e persone cieche e ipovedenti accompagneranno ragazze e ragazzi nell’esperienza e nel confronto, offrendo l’occasione per riflettere insieme su autonomia, collaborazione e accessibilità nello sport.