Romanzo d’Infanzia

05 Dicembre 2016

 Investire in cultura, per investire nelle nuove generazioni: in questo crede Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto nel suo operare quotidiano. Un concetto rafforzato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione di ROMANZO D’INFANZIA (che andrà in scena il prossimo mercoledì 14 dicembre al Teatro Zandonai di Rovereto alle 20.45) dalle parole di Mauro Bondi, consigliere di Fondazione Caritro: “In 23 anni (dal 1993 al 2015) Fondazione Caritro ha erogato contributi a favore dello sviluppo del territorio per complessivi 113 milioni di Euro investendo in quattro settori principali: ricerca scientifica, istruzione, cultura e welfare sociale. Nel settore culturale gli interventi di sostegno si concretizzano in due filoni principali di erogazione: uno passa attraverso i bandi quadrimestrali dedicati a progetti presentati da associazioni di volontariato (quasi 3.300.000,00 euro per 38 edizioni dei bandi e 880 progetti sostenuti, per i quali anche un piccolo contributo può fare la differenza), l’altro si esprime attraverso bandi annuali per progetti culturali di rilievo (dal 2003 al 2015 un budget di quasi 5.200.000,00 euro e 524 iniziative sostenute). Il nostro sostegno oggi, a favore dello spettacolo Romanzo d’Infanzia, insieme a Comune di Rovereto e Coordinamento Teatrale Trentino, rappresenta un segnale forte che si inserisce in una linea d’azione che portiamo avanti già da molto tempo. Non solo: oltre all’indubbio valore culturale e artistico, Romanzo d’Infanzia racchiude in sé altri importanti valori sociali, a cominciare dal rapporto generazionale tra genitori e figli. Motivo in più per assistere mercoledì prossimo a questa splendida produzione artistica”.
Vincitore di numerosi premi, tra questi lo Stregagatto 1997/98 tradotto in quattro lingue e rappresentato in tutto il mondo con più di seicento repliche ROMANZO D’INFANZIA parla infatti del disagio infantile all’interno dei rapporti primari affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli. Si tratta di un’opera creata pensando ai rapporti che si instaurano normalmente fra bambino ed adulto e che ha come tema centrale l’amore e l’esperienza della crescita. Lo spettacolo utilizza il linguaggio del teatro-danza, normalmente riservato al pubblico dei “più grandi”, rendendolo immediatamente fruibile anche dai “più piccoli”. Per questo è vivamente richiesta la loro presenza, essendo una creazione nata esplicitamente per un pubblico giovane.
Ha proseguito poi l’Assessore alla Cultura del Comune di Rovereto Maurizio Tomazzoni: “Quella tra cultura, cittadinanza ed arte, è una sinergia forte nella città di Rovereto, da sempre riconosciuta palcoscenico di un fermento vivo e moderno. Nonostante il dover far fronte ad una certosina razionalizzazione delle risorse, l’amministrazione comunale continua a sostenere le eccellenze e a porre particolare attenzione alla vivacità culturale e sociale del territorio”.
Tutto l’incasso dello spettacolo (il costo del biglietto è simbolico di 5,00 euro in prevendita presso le Casse Rurali del Trentino) sarà devoluto all’associazione CHERNOBYL CHIAMA ROVERETO, composta da famiglie lagarine che accolgono bambini provenienti dai territori bielorussi contaminati dal disastro nucleare del 1986, che lasciò in eredità danni incalcolabili. I ragazzi ospitati in città e in Valle trascorrono un mese che non è solo terapeutico per la loro salute fisica, ma costituisce un'occasione di scambio culturale e testimonia che il valore della solidarietà e dell'accoglienza non ha confini. “Il giorno dello spettacolo ci sarà anche la possibilità di acquistare i calendari 2017 con i bellissimi disegni che hanno realizzato i bambini che sono venuti in vacanza terapeutica, coordinati dal noto pittore roveretano Gianni Turella – spiega Maria Antonietta Collini presidente dell’Associazione - In 20 anni di esperienza, abbiamo dimostrato che il contributo di ognuno può fare la differenza nella vita di un bambino”.
E di amore - di troppo amore o della sua mancanza - all’interno dei delicati rapporti primari tra genitori e figli parla Romanzo d’Infanzia nato vent’anni fa dall’idea di 4 artisti – spiega Antonella Bertoni – Uno spettacolo che ci ha portato a danzare in tutto il mondo, in questi lunghi anni, possiamo dire di essere cresciuti e maturati insieme. Tornare a Rovereto per noi, nell’anno del ventennale della Compagnia e appena all’inizio del ventennale dello stesso spettacolo (nel 2017), è per noi motivo di grande orgoglio e di emozione!
“Chi ama ha sempre vent’anni – ha aggiunto poi l’altro artista Michele Abbondanza – quando si ha la freschezza e la vivacità di un’età giovane e bella, spensierata. Quando insegno danza cerco di trasmettere l’importanza dell’equilibrio tra corpo, mente e cuore: nessuna di queste forze deve prevalere l’una sull’altra. Nel caso di questo spettacolo percepisco la medesima intensità che è nata dall’unione di intenti e di collaborazione tra le istituzioni come Fondazione Caritro, il Comune di Rovereto e il Coordinamento Teatrale Trentino (la mente), la Compagnia
Abbondanza Bertoni (il corpo) e l’Associazione Chernobyl Chiama Rovereto (il cuore)”. “Infine, in occasione del ventennale dello spettacolo e della Compagnia al Teatro Zandonai sarà allestita durante lo spettacolo anche una mostra fotografica di Maurizio Cattaneo del fuori e dentro le quinte. Si intitola Abbondanza Bertoni Un film ballato, ed è stata prodotta da RaiCultura per Rai5, girata proprio al Teatro Zandonai nel maggio 2015 – ha aggiunto Dalia Macii della Compagnia Abbondanza Bertoni.