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Invito a Palazzo tra storia e arte

29 Settembre 2016

Da quindici anni, il primo sabato di ottobre le banche italiane aprono i propri palazzi alla cittadinanza affinché ne possa ammirare le sale, gli arredi e le opere d’arte. Per la prima volta nel 2015, grazie al coordinamento dell’Acri, anche le Fondazioni di origine bancaria si sono unite al progetto “Invito a Palazzo”, che vanta il patrocinio dei Ministeri dei Beni e Attività Culturali e dell’Istruzione, Università e Ricerca, nonché la partecipazione diretta della Banca d’Italia. Promossa dall’Abi, la manifestazione fa sì che le sedi storiche delle banche, e quest’anno anche delle Fondazioni, normalmente chiuse al pubblico in quanto luoghi di lavoro, si apriranno per un intera giornata alle visite delle famiglie. Così sabato 1° ottobre Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto per tutta la giornata dalle 9.00 alle 17.00 apre le porte delle proprie sedi a Trento (in via Calepina 1) e a Rovereto (in Piazza Rosmini 5). L'obiettivo è quello di dare la possibilità ai cittadini, ai turisti ed appassionati di visitare questi palazzi: un’azione che comunica trasparenza e attenzione ai bisogni della collettività - com’è nella linea di azione della Fondazione - valorizzando al contempo le preziose opere e collezioni custodite al suo interno. Per l’occasione saranno organizzate visite guidate gratuite per gruppi di 20/30 persone alle ore 9:30 / 10:45 / 14:30 / 15:30 alla scoperta dei preziosi interni immobiliari e delle preziose collezioni artistiche contenute nei due edifici. Un’integrità che sarà mantenuta, rafforzandone al contempo la fruibilità per i cittadini, anche grazie ad un piano di manutenzioni triennale 2016-2018 recentemente approvato dal Consiglio di Gestione della Fondazione e in parte già realizzato nel 2016. Nella sede di Trento è installato il “grande cubo” di Let’s meet, sviluppato per una recente iniziativa della Fondazione.  

SEDE DI TRENTO:

In pieno centro storico, alle spalle del Duomo di Trento, all'angolo tra Via Calepina e Via Garibaldi, si trova Palazzo Calepini per decenni sede dell'Istituto di Credito Fondiario del Trentino Alto Adige. Oggi proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, il Palazzo è adibito a sede legale ed amministrativa della stessa. Costruito negli ultimi decenni del ‘500 per opera di una nobile famiglia originaria delle valli Giudicarie, i Calepini, passò poi di mano ad altre nobili famiglie, tra cui i Roccabruna ed i Baroni Vela Colonna. Caduto il regno Italico e rioccupata la città dalle truppe asburgiche , vi prese stanza il Commissario Imperiale di Vienna e nel palazzo si svolsero le trattative di resa con le truppe italiane. Dal 1823 al 1844, il Palazzo fu la sede dei Principi Vescovi di Trento e qui per molti anni nelle sale del Palazzo il Vescovo Giovanni Nepomuceno de Tschiderer, distribuiva quotidianamente i suoi aiuti a tutti i poveri della città. Nella seconda metà dell’ottocento il Palazzo fu abitato dai proprietari Baroni Salvotti, nel 1898 questi lo vendettero ad una Banca cittadina dalla quale nel 1925 fu acquistato dall’Istituto del Credito Fondiario. Nel 1999 l’edificio è stato acquistato dalla Fondazione a seguito del trasferimento delle attività dell’Istituto di Credito Fondiario nelle strutture di Caritro Spa. Una recente ristrutturazione ha cancellato la pre-esistente struttura "bancaria" del piano terra lasciando spazio ad un'ampia e moderna sala conferenze, dotata di tecnologie all'avanguardia che la rende adatta ad ospitare, convegni, conferenze, simposi, tavole rotonde ecc.

 

SEDE DI ROVERETO

Il palazzo, in puro stile rinascimentale, merita particolare attenzione per le magnifiche decorazioni. L'attuale carattere architettonico è opera dell'architetto Augusto Sezanne che, scoperti gli antichi affreschi, i pregevoli soffitti, gli snelli colonnati, portò a termine l'opera nel 1906. L'originale blocco settecentesco fu trasformato in un palazzetto in stile rinascimentale di tipo veneziano. I dipinti rappresentano le stagioni, le volte sono fregiate di festoni e melograni. Ricca e sobria allo stesso tempo, la scalinata che porta ai piani superiori, dove si ammirano i soffitti a cassettone variamente decorati. Interessanti sono pure i comignoli veneziani. In origine residenza privata della famiglia del Ben, fu ampliato nel XVI secolo dai Conti d'Arco. Fu acquistato e ristrutturato nel XVII secolo dalle suore Clarisse di S. Carlo come casa d'affitto, e successivamente divenne proprietà del Comune. Dal 1877 al 1904 era adibito a palazzo postale, ed in quell'anno fu venduto dal Comune alla Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, che ne ha fatto la sua sede. Dal 2002 il palazzo ospita la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Gli spazi del secondo piano sono destinati ad ospitare gli uffici dell’Accademia Roveretana degli Agiati, alcune sale del primo piano sono invece messe a disposizione della comunità culturale per ospitare iniziative rivolte al pubblico.

 In entrambi i palazzi è garantito l’accesso ai disabili.

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