Newsletter

Newsletter informativa sulle attività della Fondazione

Iscriviti

Prima di completare la registrazione ti invitiamo a leggere termini e condizioni di utilizzo
Privacy e Termini di Utilizzo
Cliccando sul tasto "Iscriviti", acconsente al trattamento dei Suoi dati per l’invio di informazioni e newsletter

Area Riservata



Ricerca-20

Strumenti gestionali per la conservazione della biodiversità in agro-ecosistemi alpini


Ente promotore:

Università degli Studi di Padova


Responsabile del progetto:

Dott. Lorenzo Marini


Altri Enti coinvolti nella fase di ricerca:

Università di Sheffield (UK)


Altri Enti coinvolti nella fase di applicazione:

Dipartimento Agricoltura della Provincia di Trento


Sintesi del progetto:

Il progetto si proponeva di spiegare i fattori che controllano la diversità di piante vascolari e invertebrati (ortotteri e lepidotteri diurni) in praterie da fieno a due livelli di accuratezza. Il primo livello consisteva nella formulazione di modelli in grado di stimare il numero di specie sulla base di variabili disponibili alla amministrazione pubblica (struttura aziendale, topografia e localizzazione). I nostri risultati indicano che la diversità di piante, ortotteri e lepidotteri diurni può essere predetto partendo da semplici variabili quali la pendenza della particella e la dimensione dell’azienda che utilizza la particella. La ricaduta pratica principale è stata quella di fornire uno strumento decisionale per la modulazione delle misure agro-ambientali nel settore agro-zootecnico. Il secondo livello prevedeva un’analisi più approfondita delle relazioni fra variabili agenti a scala locale (struttura della vegetazione, gestione, topografia, caratteristiche del suolo) e a scala di paesaggio (composizione del paesaggio attorno alle aree di studio, pool di specie) sulla ricchezza specifica e sulla composizione dei popolamenti. Questo secondo approccio ha fornito elementi di interpretazione di processi ecologici ancora poco noti per i gruppi sistematici considerati. Sulla base di questi risultati è stato possibile definire delle linee guida per la gestione delle praterie per favorire la conservazione della biodiversità di piante e insetti.


Discipline scientifiche interessate:

Agricoltura, Biologia della conservazione, Botanica, Ecologia, Entomologia, Scienze Ambientali


Risultati ottenuti:

Il progetto mirava ad indagare i principali fattori, agenti a scala locale e di paesaggio, che influenzano la diversità di piante vascolari ed insetti in praterie da fieno. I risultati indicano chiaramente come diverse variabili legate alle caratteristiche dei prati e del paesaggio circostante regolino la ricchezza di piante ed insetti. A scala locale, variabili legate alla gestione sono risultate fondamentali nello spiegare il numero di specie. In particolare l’elevata fertilità del suolo, la ridotta pendenza, ed l’elevata intensità di gestione hanno degli effetti negativi sulle comunità vegetali ed animali. Un elevato numero di tagli ha un effetto negativo sulla diversità di ortotteri, indicando la necessità di mantenere le zone attualmente gestite estensivamente (un taglio e nessuna concimazione) come fondamentali serbatoi di specie. Anche la sospensione della gestione ha degli effetti negativi sulla biodiversità a causa delle modificazione della struttura del cotico e delle risorse trofiche. Tuttavia i primi stadi dopo l’abbandono sono risultati particolarmente ricchi in specie indicando la necessità di mantenere questi stadi evolutivi intermedi. A scale di paesaggio abbiamo riscontrato un significativo effetto della proporzione di elementi urbani o di boschi sulla ricchezza di ortotteri e lepidotteri diurni. In particolare la presenza di boschi in prossimità dei prati indagati ha un importante effetto positivo sulla diversià degli insetti. Dal punto di vista applicativo è emerso che non basta considerare variabili a scala locale ma che sia necessario introdurre variabili a scala di paesaggio per comprendere e predire al meglio la distribuzione del numero di specie a livello di unità gestionale. Altro importante risultato, con interessanti applicazioni in biologia applicata alla conservazione, è stata l’elevata correlazione riscontrata fra il numero di specie di piante vascolari, ortotteri e lepidotteri.


Risultati in termini applicativi:

L’obiettivo applicativo del progetto consisteva nello stimare e validare un modello predittivo della ricchezza specifica di piante vascolari ed insetti sulla base della topografia e localizzazione dell’unità gestionale e della struttura aziendale. Lo scopo ultimo era quello di fornire uno strumento flessibile per modulare i contributi nel settore agro-zootecnico. In sintesi si è evidenziato che il numero di specie di piante, ortotteri e lepidotteri diurni può essere predetto partendo da semplici variabili quali la pendenza della particella e la dimensione dell’azienda che utilizza la particella. Queste variabili sono facilmente ricavabili in ambiente GIS e possono essere utilizzate per classificare ogni particella secondo la sua attitudine ad ospitare comunità di piante ed invertebrati. In maggiore dettaglio la ricchezza specifica risulta essere correlata positivamente con la pendenza della particella, mentre è legata negativamente alla dimensione aziendale. Questo risultato ha delle importantissime ricadute applicative, dato che l’attuale trasformazione dell’agricoltura in montagna è caratterizzata da una sostituzione delle piccole aziende condotte in modo tradizionale con altre più grandi e specializzate. Inoltre, abbiamo evidenziato che le aziende grandi tendono ad utilizzare particelle con minore pendenza mentre le piccole continuano ad utilizzare prati con elevata pendenza. Alla luce dei nostri risultati la trasformazione da aziende piccole a grandi avrà delle conseguenze negative sulla biodiversità nel medio-lungo periodo. L’Amministrazione può quindi considerare l’opportunità di applicare delle misure per mitigare gli effetti negativi di questa trasformazione. In questo contesto la possibilità di modulare i pagamenti agro-ambientali sulla base della pendenza della particella potrebbe essere una semplice misura per mantenere la gestione di prati ricchi di specie vegetali ed animali.


    Pubblicazioni:

    Marini L., Öckinger E., Battisti A., Bommarco R. (in stampa) High mobility reduces beta-diversity among orthopteran communities – Implications for conservation. Insect Conservation & Diversity doi: 10.1111/j.1752-4598.2011.00152.x


    Marini L., Klimek S., Battisti A. (2011) Mitigating the impacts of the decline of traditional farming on mountain landscapes and biodiversity: A case study in the European Alps. Environmental Science & Policy 14, 258-267


    Marini L., Fontana P., Battisti A., Gaston K.J. (2009) Agricultural management, vegetation traits and landscape drive orthopteran and butterfly diversity in a grassland–forest mosaic: a multi-scale approach. Insect Conservation & Diversity 2, 213-220


    Marini L., Fontana P., Battisti A., Gaston K.J. (2009) Response of orthopteran diversity to abandonment of semi-natural meadows. Agriculture, Ecosystems & Environment 132, 232-236
    Marini L., Fontana P., Klimek S., Battisti A., Gaston K.J. (2009) Impact of farm size and topography on plant and insect diversity of managed grasslands in the Alps. Biological Conservation 142, 394-403


    Braschler B., Marini L., Thommen G.H., Baur B. (2009) Effects of small-scale grassland fragmentation and frequent mowing on population density and species diversity of orthopterans – A long-term study. Ecological Entomology 34, 321-329


    Pagina web del progetto:

    http://www.biodiversity-lorenzomarini.eu/


    Contatti per ulteriori informazioni:

    http://www.biodiversity-lorenzomarini.eu/