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I media e la lotta alle mafie

15 Dicembre 2017

Il magistrato Nicola Gratteri al Teatro Zandonai: "Dev'essere chiaro il valore della legalità"

L'incontro è stato promosso da Fondazione Caritro nell'ambito delle iniziative per i 25 anni di attività

Grande la partecipazione in particolare dei giovani

La narrazione televisiva della mafia e, in generale, dell’attività criminale ha un peso nella percezione di questi fenomeni. L’argomento, reso ancora più attuale dal grande successo di fiction dedicate a questi temi, è al centro del dibattito “La mafia si sconfigge anche in TV? Lotta alle mafie e ruolo dei media”, ospitato questa sera al Teatro Zandonai di Rovereto, nell’ambito del ciclo di iniziative promosse da Fondazione Caritro in occasione del 25° anniversario della sua nascita.
Il dibattito, moderato dal giornalista Mediaset Paolo Del Debbio, ha visto l’intervento di Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, da sempre in prima linea nella lotta alla mafia e autore di diversi libri tra cui, nel 2017, “L’inganno della mafia. Quando i criminali diventano eroi”. “La televisione e il cinema hanno una influenza sempre maggiore nella formazione delle nuove generazioni – ha detto Gratteri - e negli ultimi anni stiamo assistendo ad una presenza sempre maggiore della violenza nelle serie TV e nei film. Serie dopo serie, la violenza diventa sempre più feroce e, se non si inserisce nella trama anche un personaggio alternativo che esprima il valore della legalità, il messaggio può essere devastante. Pur nel pieno rispetto delle esigenze artistiche – ha sottolineato – è opportuno preoccuparsi dell’effetto che si ha sulla società”.
Il dibattito ha coinvolto anche l’attore Remo Girone, volto del personaggio Tano Cariddi della storica serie TV “La Piovra”: “All’epoca delle prime serie della Piovra si sentivano ancora interviste di persone che negavano l’esistenza della mafia. Le cose tragiche – ha detto Girone - se non vengono raccontate rischiano di sembrare inesistenti. La mafia la sconfiggono le persone che la combattono ogni giorno nella vita reale. È importante che non si sentano sole, ma che percepiscano che la gente per bene sta dalla loro parte. In questo credo che la televisione possa avere un ruolo importante, anche giornalisticamente parlando”.

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