Si rinnova l'alleanza tra Fondazione Caritro e Università degli Studi di Trento con la firma della Convenzione Quadro 2019-2021

25 Febbraio 2019

Un circolo virtuoso per sostenere la produzione di conoscenza originale e innovativa e offrire maggiori opportunità di sviluppo per il territorio

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 Foto Giovanni Cavulli

 



Cinque milioni di euro per sviluppare l’azione di supporto alla ricerca scientifica e tecnologica, per sostenere interventi nel campo dell’educazione, istruzione e formazione e per contribuire all’acquisto di attrezzature scientifiche ad alta precisione: è il risultato della convenzione 2016-2018 sottoscritta tra la Fondazione Caritro e l’Università di Trento. Un’alleanza tra istituzioni che oggi è stata rinnovata con la firma di un nuovo accordo per i prossimi tre anni, dal 2019 al 2021.

La nuova Convenzione rinnova le intese assunte in precedenza, ma con un obiettivo in più, un occhio di riguardo alle ricadute sul territorio della ricerca finanziata. La novità riguarda quei progetti finanziati nell’ambito dell’Accordo, che riusciranno ad avviare l’iter di brevettazione. Alla Fondazione sarà garantito un ritorno minimo del 5% del valore complessivo del brevetto: risorse che saranno reimmesse nelle azioni di finanziamento alla ricerca, sia verso la stessa Università, sia verso la Fondazione per la Valorizzazione della Ricerca Trentina, costituita lo scorso dicembre da Fondazione Caritro. Un circuito virtuoso che permetterà di sostenere la ricerca applicata, dedicando risorse allo sviluppo di specifici progetti in grado di creare valore economico per il territorio, con l’ambizione che possano divenire prodotti per il mercato industriale.

Nella convenzione rinnovata oggi dal Presidente di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Michele Iori, e dal Rettore dell’Università di Trento Paolo Collini, il piano della collaborazione tra le due istituzioni. L’Ateneo comunicherà annualmente alla Fondazione le iniziative che vorrebbe fossero sostenute e la Fondazione le valuterà e corrisponderà un finanziamento a inizio e a fine di ciascun progetto sulla base di una rendicontazione. Le risorse serviranno per sviluppare progetti di ricerca, assumere personale docente e di ricerca con particolare attenzione ai giovani. Previsto inoltre un sostegno alle attività di terza missione e ai servizi per studenti e laureati. Il finanziamento potrà essere anche utilizzato per l’acquisto di attrezzature scientifiche fino ad un importo massimo del 20% della disponibilità annuale. Tra le aree disciplinari ritenute prioritarie nella convenzione le scienze della vita in campo biomedico, biomolecolare, biotecnologico, anche con riferimento alle applicazioni nell’oncologia e nelle neuroscienze.  Confermato l’interesse anche per le scienze di base e le scienze umane e l’intenzione di favorire progetti interdisciplinari e convergenti.

 

“Il Consiglio di Gestione di Fondazione ha definito un piano di valorizzazione delle ricadute della ricerca prevedendo il sostegno a quella scientifica di base e applicata realizzabile attraverso questa Convenzione. Tra gli aspetti innovativi caratterizzanti della collaborazione in essere, vi è l’introduzione del tema della proprietà intellettuale, che prevede un riconoscimento, commisurato all’investimento iniziale del singolo progetto, da reinvestire nella ricerca, anche attraverso la Fondazione per la Valorizzazione della Ricerca Trentina, Ente strumentale neo costituito da Fondazione Caritro lo scorso dicembre”, dichiara il Presidente Iori.

“La Convenzione con la Fondazione Caritro permette all’Ateneo di spingere la ricerca verso nuovi obiettivi, aprire nuove strade e garantire ai ricercatori condizioni di continuità nel loro lavoro e, cosa certo non marginale, di dare a giovani di talento la possibilità di fare ricerca a Trento. I risultati di questi anni sono sotto gli occhi di tutti e le ricadute che la ricerca ha anche in termini di prospettive di sviluppo economico del territorio sono un ulteriore elemento che valorizza il contributo della Fondazione. La Convenzione aggiunge al sostegno alla ricerca nelle scienze della vita il sostegno alle attività dell’Università sul territorio, in linea con la volontà della Fondazione e dell’Università di contribuire alla crescita economica, sociale e culturale del Trentino” commenta il Rettore Paolo Collini.

 

I risultati della precedente convenzione 2016/2018

La firma della Convenzione di oggi è stata l’occasione per restituire i risultati sull’attività di collaborazione svolta nel triennio precedente. La parte più consistente dei finanziamenti (4.730mila euro su 5 milioni) ha riguardato l’area della ricerca scientifico tecnologica con l’acquisto attrezzature per il CIMeC (uno scanner a 3 tesla per risonanza magnetica da 1.400mila euro) e alcuni progetti di ricerca specifici. Nell’area delle scienze della vita sono stati finanziati (complessivamente per 1.530mila euro) i progetti: Verso la biopsia liquida di tumori, un programma di medicina di precisione (Dipartimento CIBIO); Riposizionamento di farmaci per malattie rare del sistema nervoso, dove le grandi pharma non arrivano (Dipartimento CIBIO); Progetto per la rilevazione precoce dei disordini dello spettro autistico (CIMeC). Nell’area scientifico-tecnologica i progetti: Meccatronica, Laboratorio di Deep Iearning (Dipartimento di Ingegneria industriale); Centro trentino per le scienze e tecnologie quantistiche ‘Laboratorio Q@TN’ (Dipartimento di Fisica).

Per quanto riguarda i progetti di divulgazione scientifica e collaborazione territoriale (complessivamente 140mila euro) il finanziamento è andato al Progetto comunicare la ricerca nell’epoca dei media digitali, al Progetto La GrandeGuerra+100; al Festival Meteorologia e al progetto UNI.Team Aquila basket.

La convenzione ha finanziato in questo capitolo anche borse di dottorato di ricerca in Cognitive e Brain Sciences, in Scienze Psicologiche e della Formazione e in Studi internazionali per 900mila euro. Nel 2018 sono state finanziate: una borsa di dottorato quadriennale a Luigi Balasco (Cognitive e Brain Sciences), una borsa di dottorato triennale a Giuseppe Di Dona per (Scienze cognitive) e due borse di dottorato triennali a Maria Elena Castellini e Iva Georgieva Dzhilyanova (Scienze biomolecolari).

Un’altra parte del finanziamento previsto nella convenzione (410mila euro in totale) ha permesso di sostenere le attività del Collegio Bernardo Clesio e i percorsi di eccellenza realizzati con la Scuola Internazionale Superiore di studi avanzati (SISSA) di Trieste e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (SSSA).