"Sex Offender Treatment": al via il progetto di prevenzione della recidiva

18 Settembre 2018

Fondazione Caritro e Fondazione Trentina Volontariato Sociale sosterranno l'attivazione di un laboratorio psicoterapeutico con la Casa Circondariale di Spini di Gardolo

Tra poche settimane verrà attivato un laboratorio psicoterapeutico per le persone che si sono macchiate di un reato sessuale e che sono detenute nei reparti protetti della casa circondariale di Trento.

Da alcuni anni anche in Italia sono drasticamente in crescita i reati a sfondo sessuale, a tal punto che si può parlare di una vera e propria emergenza da combattere anche con interventi educativi e terapeutici idonei a prevenire la recidiva. In Italia i detenuti allocati in sezioni riservate sono 2.500, di cui 70, provenienti da tutto il Triveneto, ospitati presso i 2 raggi degli 8 della Casa Circondariale di Trento.

Per contrastare il fenomeno, Fondazione Caritro e Fondazione Trentina Volontariato Sociale hanno sottoscritto un accordo di partnership, accogliendo l’esigenza espressa del penitenziario di Via Beccaria, di avviare un progetto sperimentale, a favore di quanti hanno commesso un reato sessuale. Il progetto prevede un percorso di formazione dei volontari e uno psicoterapeutico per i detenuti. Attraverso un approccio psicoterapico i volontari avranno consapevolezza della complessità del trattamento rivolto ai detenuti. Il percorso svolto in gruppo e individualmente, mira ad innescare un processo di riconoscimento del proprio comportamento illegale e del disvalore sociale del loro comportamento. La formazione dei volontari sarà inoltre rivolta a creare una rete relazionale per i detenuti sulla quale, una volta scontata la pena, potranno contare per supportare il rientro nella normalità, riducendo i rischi di recidiva.

Il progetto pilota (2018-2020), prevede il coinvolgimento di Fondazione Caritro che si occuperà di sostenere la realizzazione di attività laboratoriali che verranno svolte da uno psicoterapeuta esperto. Fondazione Trentina Volontariato Sociale individuerà i volontari e sosterrà la loro formazione attraverso percorsi focalizzati sulla gestione di gruppi di auto mutuo aiuto, che affiancheranno lo psicoterapeuta nell’attività intramuraria dei gruppi terapeutici. Ci si attende che i volontari possano svolgere compiti di supporto durante la detenzione, ma anche e soprattutto una volta avvenuta la scarcerazione.

La sperimentazione è volta ad affrontare problematiche emergenti, al fine di migliorare la qualità complessiva della vita all’interno della casa circondariale, incentivando la partecipazione alle attività trattamentali e a dare ai detenuti una volta scontata la pena, una possibilità di tornare alla “normalità” del vivere civile.