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Universitari al lavoro in vista della prima competizione di Enactus Italia

01 Giugno 2017

Un anno fa al Festival dell’Economia la presentazione dell'organizzazione mondiale non profit che stringe un nuovo patto tra studenti, docenti e imprese
L’iniziativa è promossa da Fondazione Caritro, Fondazione Trentino Università e Enactus International e coinvolge diverse imprese e università italiane
Cresce l’interesse a livello nazionale per il progetto Enactus, l’organizzazione non profit fondata nel 1975 negli Stati Uniti e dallo scorso settembre presente ufficialmente anche in Italia. L’iniziativa promuove la sinergia tra università e imprese per l’ideazione di progetti innovativi volti al miglioramento delle condizioni di vita e alla tutela ambientale. Attraverso il lavoro in team, gli studenti sviluppano progetti innovativi, poi valutati e finanziati dalle imprese.
È passato un anno dalla presentazione pubblica in Trentino. Proprio nel corso del Festival dell’Economia 2016, infatti, Fondazione Caritro aveva promosso l’incontro dal titolo “Coltivare e trattenere i migliori talenti” in cui sono state illustrate le potenzialità di questo network mondiale. Un appuntamento che gli enti promotori hanno scelto di mantenere organizzando oggi, a Palazzo Calepini, un incontro con una decina di imprese trentine, alla presenza della CEO di Enactus International Rachael Jarosh, della Country leader Marta Bertolai e del Rettore dell’ateneo trentino Paolo Collini.
“Il modello Enactus promuove l’alternanza tra studio e lavoro – ha detto il Direttore Generale di Fondazione Caritro Filippo Manfredi - un tema attuale e un’opportunità che può essere di stimolo per gli studenti e per le imprese”. “Il più importante canale di diffusione della conoscenza sono gli studenti – ha sottolineato poi il rettore Collini. - Enactus valorizza il loro ruolo di promotori dell’innovazione e promuove inoltre un format interessante che ci permette di dare un apporto significativo come ateneo anche nel settore del sociale”.
Enactus Italia è stata costituita a Trento il 15 settembre del 2016 con la firma dei soci fondatori Enactus, Fondazione Caritro e Fondazione Trentino Università, con la collaborazione della società di consulenza KPMG. Da allora l’organizzazione è cresciuta a livello locale e nazionale. Conta oggi due sedi, a Trento presso Fondazione Caritro e a Milano, in cui lo staff è al lavoro in vista della prima edizione della competizione di Enactus Italia, in programma a Milano il prossimo 21 luglio.
Il lavoro è intenso anche negli atenei che aderiranno a questa prima edizione: Trento, Piemonte Orientale e Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
I team composti da universitari con il supporto dei docenti stanno seguendo un percorso formativo ad hoc e nel prossimo mese struttureranno le loro proposte in vista della competizione. Il gruppo trentino si incontra ogni settimana al CLab Trento, il Contamination Lab dell’Università degli Studi di Trento, con il supporto del professor Alessandro Rossi. Il team è composto da 26 ragazzi provenienti dai diversi Dipartimenti, tra cui Sociologia, Giurisprudenza, Economia e Ingegneria.
Il Team che più degli altri convincerà i giudici con la presentazione della propria idea imprenditoriale potrà partecipare alla World Cup, che quest’anno si svolgerà a Londra dal 26 al 28 settembre, e vivrà il confronto con gli altri 35 Paesi dell’organizzazione Enactus.
Enactus è un network che a livello globale coinvolge 36 Paesi, 70 mila studenti, 1740 università e 550 multinazionali. L'organizzazione opera nei diversi Paesi affiliati promuovendo e selezionando le proposte progettuali elaborate da gruppi di studenti, neolaureati, dottorandi o dottori di ricerca sulla base di specifici criteri che riguardano il loro valore sociale e/o ambientale, la fattibilità e la sostenibilità economica. Le imprese che aderiscono al network supportano le progettualità selezionate da Enactus senza interferire nello svolgimento dei progetti, ma anzi sostenendo lo spirito di iniziativa e le doti imprenditoriali dei giovani quali fattori chiave per lo sviluppo del territorio e il ricambio generazionale del mondo imprenditoriale. Un approccio innovativo che stimola la sinergia tra ricerca e imprese, fattore strategico di sviluppo riconosciuto e incentivato da tempo all'estero di cui spesso si lamenta la mancanza in Italia.

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